Nella vita professionale di un “implantologo” è normale prassi utilizzare differenti sistematiche implantari, personalizzando di volta in volta gli strumenti a disposizione con la situazione clinica che si deve affrontare. La predicibilità clinica rappresenta, infatti, sempre la priorità nell’algoritmo decisionale che ciascun clinico deve applicare nell’elaborazione di un piano di trattamento. Proprio nella ricerca di una soluzione ad una problematica clinica nella quale mi sono imbattuto varie volte negli interventi di riabilitazione implantare delle arcate edentule, ho avuto modo di conoscere un prodotto unico nel suo genere come l’Uni-q-Mua e di conseguenza la Resista. Ho avuto, in questo modo, l’opportunità di conoscere e confrontarmi con le persone che quotidianamente contribuiscono allo sviluppo dell’azienda. Ne ho, quindi, potuto apprezzare la competenza e la passione sempre associate alla grande apertura e disponibilità a ricevere spunti tesi al miglioramento della sistematica Ho avuto modo di affrontare con aumentata serenità condizioni anatomiche che, in precedenza, mi costringevano ad operare con maggiore aggressività ed invasività per il paziente. Tutto questo senza dover scendere a compromessi con la predicibilità clinica e l’affidabilità, senza trascurare anche un aspetto di contenimento dei costi. Volendo riassumere in un termine, si potrebbe definire una “semplificazione “ del percorso operativo. Ai colleghi che si rivolgono all’implantologia, come anche a quelli di più consolidata esperienza, il poter disporre di un catalogo ampio e completo di soluzioni chirurgiche e protesiche rappresenta un elemento importante nella scelta del sistema implantare. Un altro elemento qualificante è certamente costituito dalla grande disponibilità ad accogliere eventuali suggerimenti e proposte da parte del cliente per migliorare e “personalizzare” il prodotto.